AFRICA CUP OF NATIONS 1° MATCH: TANZANIA VS GHANA

ENGLISH VERSION AT THE BOTTOM

Finalmente ci siamo, ieri è iniziato il tanto sospirato torneo dell’Africa Cup of Nations qui a Nairobi. La cerimonia di inaugurazione che si è svolta allo stadio City Park ieri mattina, ha dato inizio alle danze alla presenza delle squadre partecipanti. Ghana, Kenya, Tanzania e Sud Africa per le donne. Kenya, Egitto, Sud Africa e Ghana per gli uomini. L’atmosfera di festa già si respirava prima dell’inizio della cerimonia. Quando siamo arrivati noi, il Ghana, nostro primo avversario, già stava cantando sugli spalti. Che fai? Ti siedi e ascolti? Ovviamente no… anche noi ci siamo messi a cantare e ballare. Il Ghana ha così ribattuto con un’altra canzone, scatenando così una competizione a suon di musica e danza. Poco dopo è arrivata anche la squadra del Kenya, unendosi alla festa. Dopo due minuti, quindi, già si era creato un gran caos.

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Il Ghana è stata la prima squadra che abbiamo affrontato ieri sul campo, le attese di vedere la Tanzania sul campo erano molte, il pubblico ci ha supportato facendoci il tifo. Tutti sono consapevoli che per la Tanzania questa è la prima partecipazione ad una competizione internazionale, molti sono a conoscenza della nostra storia, del nostro percorso per arrivare qui a Nairobi. Per le ragazze,  giocare con squadre molto forti come il Kenya, il Sud Africa e il Ghana, è difficile perché non hanno assolutamente nessuna esperienza di hockey internazionale; comunque alla prima partita contro il Ghana siamo entrate in campo cariche, motivate e molto emozionate. Tutto era nuovo, per me e per loro. La partita è andata come era prevedibile, il divario con il Ghana è molto ampio, sia dal punto di vista tecnico che fisico. Abbiamo cercato di tenere il più possibile, e le ragazze hanno fatto quello che hanno potuto, ma il risultato finale è stato 18 a 0 per il Ghana. Le ragazze comunque quando sono uscite dal campo erano contente di aver giocato contro una squadra nettamente più forte di noi, e hanno toccato con mano che cosa vuol dire giocare a livello internazionale. “Corrono quasi più degli uomini!!” oppure “Hai visto quella come colpiva la palla forte!” questi sono stati i commenti più gettonati dopo la partita. Da parte mia, la prima reazione è stata delusione per un risultato così duro; poi riflettendoci su, ho pensato che queste ragazze 5 mesi fa erano a casa loro a badare ai figli e ai mariti, a lavorare, a studiare etc… e all’hockey manco ci pensavano più dopo 7 anni o addirittura alcune di loro manco sapevano che cos’era l’hockey. Hanno creduto in un sogno e hanno mollato tutto per inseguirlo, alzandosi tutte le mattine alle 4 per andare ad allenamento e tornando alle 2 del pomeriggio dop ore imbottigliate nel traffico di Dar es Salaam. Molte di loro, avendo bambini piccoli e non avendo la possibilità di poterli accudire, li hanno spediti dai nonni, che spesso abitano in villaggi lontani dalla capitale. Alcune di loro sono mesi che non vedono i loro bambini. Altre hanno lasciato le loro piccole attività di reddito di sussistenza per venire ad allenarsi. E adesso dopo 5 mesi di sacrifici, sono qui, a giocare contro squadre che si allenano da anni a livello internazionale;  molte giocatrici del Sud Africa, del Kenya e del Ghana  sono atlete professioniste. Tutti questi paesi hanno un campo appropriato di erba sintetica dove possono allenarsi, noi ci alleniamo su un campo di patate dove se non ti salta la pallina in faccia ti va già bene. In Ghana, Kenya e Sud Africa, si gioca hockey nelle scuole, ci sono squadre di bambini, ragazzi e adulti. In Tanzania non c’è nulla. E’ tutto da costruire ancora.

Tra tre ore giochiamo contro il Kenya. Pensando a tutto questo, mi viene da sorridere e credo che indipendentemente dai risultati, la nostra vittoria già l’abbiamo conquistata essendo qui.

ENGLISH VERSION:

Finally here we are! yesterday started the longed tournament of “Africa Cup of Nations” here in Nairobi. The opening ceremony, that took place at the City Park stadium yesterday morning. The joining clubs were presented as follows: Ghana, Kenya, Tanzania and South Africa women teams and Kenya, Egypt, South Africa and Ghana men teams. You could feel a pretty festal atmosphere even before the mentioned ceremony.  When we reached the stadium you could already hear cheerful songs from supporters seatings. What to do in this case? Just sit and listen passively the chorus? well, no…. obviously we started the dancing and singing, in Tanzanian notes! Right after would come another African song from Ghana, setting off an actual competition of music and dance culture. Couple of minutes later Kenya joined the festivities, creating in super-short time a huge chaos. The Ghana team was the first team that we faced on the field: many were the expectations about enjoying Tanzania playing, the audience was participating and supporting us. Everybody is aware of the fact that for Tanzania this is the first official attendance to an international competition, many people know about our history, about our journey to reach Nairobi. Our girls, having no experience in field hockey at international level is a big challenge to play against strong teams like Kenya, South Africa and Ghana. Anyway we jumped in the field very motivated, powerful and very excited. Everything new, for me and them. No big news on how the match went, there’s a pretty big gap between us and Ghana team, from both sides : technical and athetically level. We strived as much as possible, our girls did their best, but the final result was 18 – 0 for Ghana. When the girls came out the field were anyway happy to have had the immense opportunity of playing against a much stronger team: they really experienced what it feels like to play internationally. “They run almost even more than men!” or “did you notice how that one girl was shooting very strong!” these were the most said comments on the Tanzanian girls side after the match. For me, the very first feeling was disappointment for such a harsh result; but then, re-pondering on it, I though: these girls 5 months ago were in their own homes taking care of their children and husbands, working, studying and busy in other matters… they wouldn’t even think of hockey after 7 years of not playing and actually for some of them hockey was even a new word. They believed in a dream and struggled and strived for chasing it, waking up every morning at 4am to go and train and returning home at 2pm after several hours in the traffic of Dar es Salaam. Many of them, with small kids and without any possibility of taking care of them, asked the far away grandmothers and grandfathers to help. For some of them it’s been months without even seeing their kids, some others left their small income business for joining the trainings. Now, after 5 months of sacrifices, they are here, playing for several years at international levels. Many of the South African, Kenyan, and Ghana players are professional athlets. All of these country teams have a proper stadium and field with synthetic grass where they train, we train on a sort of bumpy field made for growing vegetables. In this ground you can experience the feeling of being very like everytime you don’t get hit by an unexpected bounce of the hockey ball. In Ghana, Kenya and South Africa, they play in schools already, they have children teams, young and adults playing. In Tanzania nothing of all this. Everything needs to be set up. In three hours we are playing against Kenya. Thinking of all this a smile comes natural and I feel that, independently from what thre results will be, we already won our challenge, just by being, present, here.

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One thought on “AFRICA CUP OF NATIONS 1° MATCH: TANZANIA VS GHANA

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