AFRICA CUP OF NATIONS POSTICIPATATO A CAUSA DEGLI ATTENTATI A NAIROBI

Nairobi, 27 settembre 2013

ENGLISH VERSION AT THE BOTTOM

Domenica 22 settembre, quando siamo arrivati con la squadra a Nairobi, avevamo poche notizie sulla situazione che si era venuta a creare nelle ore precedenti nella città. C’è qualche scontro, ma la situazione è sotto controllo, così ci hanno detto. Siamo partiti senza particolari problemi e siamo arrivati di notte fonda a Nairobi dopo 18 ore di bus. Non abbiamo notato nulla di strano per le strade, tutto ci sembrava nella norma. Siamo andati a dormire, felici di essere finalmente arrivate a Nairobi e già con il pensiero all’allenamento del giorno dopo. E’ quando ci siamo alzati il giorno dopo che il personale della guest house dove alloggiamo che ci hanno avvertito di quello che era successo da poche ore a Nairobi: un gruppo di terroristi somali, affiliato ad Al-Quaeda, hanno  sferrato un attacco armato nel centro commerciale di Westgate, in una delle zone più benestanti di Nairobi, Westland, frequentato molto da stranieri e ricchi kenyoti.  La zona dove è avvenuto l’attentato è abbastanza distante dal campo e da dove alloggiamo noi, però per motivi di sicurezza il primo giorno non ci hanno fatto uscire dalla guest house e l’allenamento è stato cancellato. Subito ho ricevuto una chiamata dalla Federazione di Hockey del Kenya, che ha organizzato il torneo: “E’ meglio che state dentro oggi, c’è tensione in città, vediamo se domani la situazione migliora potete fare allenamento al campo”. Per cui il primo giorno a Nairobi lo abbiamo passato in guest house, a guardare quello che succedeva fuori, alla televisione passavano immagini di gente morta e ferita, telegiornali di tutto il mondo che parlavano dell’attacco terroristico avvenuto poche ore prima. Un fermo immagine alla tv che riprendeva il fumo che usciva dal centro commerciale, sono salita sul terrazzo della guest house, e quel fumo lo visto li, sembrava meno distante da come ce lo avevano descritto. Nelle ore successive, le notizie hanno continuato a susseguirsi , il numero di morti e feriti continuava a salire ma ancora i  terroristi erano barricati nel centro e non si sapeva quante persone avessero in ostaggio. L’attentato è stato compiuto da un gruppo di fondamentalisti islamici provenienti dalla Somalia, con il nome di  Al-Shaabab, responsabile di guerriglie ed attacchi terroristici contro il governo somalo. Il motivo sottostante all’attacco a Nairobi sembra essere una vendetta contro il governo Kenyota per aver supportato militarmente il governo somalo nella lotta contro il terrorismo interno.

http://www.repubblica.it/esteri/2013/09/22/news/bilancio_strage_nairobi-67013782/

Il giorno seguente, martedì 23 settembre, abbiamo fatto allenamento regolarmente, senza particolari problemi ne senza la sensazione di essere in pericolo o che la situazione per le strade fosse pericolosa. Alla tv hanno continuato a trasmettere le immagini dell’attacco, i terroristi sono rimasti blindati dentro il centro commerciale facendo saltare in aria delle macchine nel parcheggio fino a ieri, mercoledi 24, quando l’esercito ha fatto irruzione e li ha uccisi. Molte persone sono morte o rimaste ferite nell’attacco, tra cui anche alcuni bambini, e il numero ancora non si è stabilizzato.

Ieri pomeriggio è arrivata una telefonata dalla Federazione Africana che non ci aspettavamo e che ci ha lasciato di stucco: LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE HA DECISO DI POSTICIPARE IL TORNEO A DATA INDEFINITA (PROBABILMENTE A FINE OTTOBRE) PER MOTIVI DI SICUREZZA IN SEGUITO ALL’ATTACCO TERRORISTICO AVVENUTO A NAIROBI.

http://www.fih.ch/en/news-4743-africa-cup-of-nations-postponed

Strano, di solito questa notizie di solito siamo abituati a sentirle alla tv o leggerle sul giornale; pensando che appartengono a un mondo lontano dal nostro. Questa volta noi qui lo abbiamo toccato con mano, anche se non lo abbiamo vissuto noi di persona, abbiamo visto quello che può causare un fatto del genere sulla vita delle persone e sull’animo di una nazione. Alcuni dei giocatori e della squadra nazionale del Kenya hanno perso amici e parenti nell’attentato. Ecco che una cosa che sembrava fino a ieri fuori dalle nostre vite, improvvisamente ci piomba addosso cambiando il corso degli eventi senza lasciar la possibilità di poter far nulla se non accettare e ripensare al futuro.

Il torneo non si sa quando verrà rigiocato, se ottobre o novembre, sempre qui a Nairobi. Dopo la notizia, la prima domanda che ci è venuta in mente è stata, adesso che cosa facciamo con la squadra? Il dubbio maggiore sono i soldi, per venire qui a Nairobi e stare cinque giorni abbiamo speso già una bella fetta di soldi, comprare i biglietti per venire e quelli per tornare a Dar es Salaam, la sistemazione in guest house, l’assicurazione per le ragazze etc… Dopo la prima notizia della posticipazione del torneo per il ritiro di due squadre, abbiamo comunque deciso di venire prima per poter provare il campo e fare qualche partita amichevole con delle squadri locali. Adesso, per tornare a Nairobi la seconda volta, serviranno altri soldi , almeno 3.000 euro per pagare di nuovo il viaggio, la guest house, l’assicurazione sportiva, pagare il trasporto e il cibo alle ragazze a Dar per venire ad allenamento etc…

Quando l’ho detto alle ragazze, una delle prime domande è stata “ ma torneremo veramente la seconda volta a Nairobi?” Continueremo a fare gli allenamenti quando torniamo a casa? Loro sono a conoscenza di tutto quello che ho fatto per loro e di tutti i fondi che abbiamo a disposizione. Sanno benissimo che per venire qui a Nairobi abbiamo speso molti soldi. Quello che ho detto loro è che a Nairobi la Tanzania ci ritornerà, non sarà facile perché dovrò trovare altri soldi in poco tempo. Ma quello che abbiamo fatto finora, in tre mesi, è troppo grande per poter mollare adesso e,  quello che è successo non ci deve fermare nel raggiungere il nostro obiettivo. Per cui, questa sera torniamo a Dar es Salaam, ci riposiamo qualche giorno, e poi ritorniamo ad allenarci come al solito in attesa che ci dicano quando si rifarà di nuovo il torneo.  Come ho detto alle ragazze, ci hanno fatto cadere, ma ci dobbiamo rialzare e andare avanti.

Se qualcuno volesse aiutarci con un piccolo contributo per continuare a lavorare per raggiungere il nostro obiettivo, l’indirizzo del blog dove ci sono le coordinate per le donazioni e gli aggiornamenti della squadra, è

https://hockeytanzania.wordpress.com/

Grazie a tutti,

Vale

ENGLISH VERSION

When we reached Nairobi on Sunday, September the 22nd, we just had a few news on what was going on in the capital. We’ve been told about some shootings going on, but also that everything was under control. We took the road to Nairobi and we made the 18 hour long trip without problems, arriving late at night. Once in the city we didn’t notice anything on the streets, everything seemed ok. We went to bed, exhausted but happy to finally be in Nairobi, waiting for next day practices. Just when we woke up the guest house staff told us about what actually was happening, with a terrorist group sieging an up town Nairobi mall frequented by foreigners and upper class kenyans. The mall is anyway quite far from the field and oug guest house, that what they told us,  nonetheless for security reasons they didn’t allow us to move around, so the first day of practice was cancelled. I received a call from Kenyan Hockey Federation, the organizing committee: “Today you’d better stay home, we’ll check the situation in town and if it gets better tomorrow you will practice.” So our first day passed by, inside the guest house, watching news on tv reporting about casualties and gunshoots taking place a few km from our place. A camera on Tv was reporting live from outside the mall, pointing to a cloud of smoke raising from the mall, I went to the terrace on our rooftop, and I saw the smoke coming from that place, that was actually non that far as we had been told. The hours passed by with increasing number of casualties and unknown number of hostages inside the mall.

The attack was made by the hands of somalian Al-Shaabab group, responsible for other terrorist acts against the Somali government. Reason for this act in Nairobi is a revenge against Kenian government for supporting the Somaly government in its counter terrorist efforts inside Somalian territory.

Next day, Tuesday the 23rd, we regularly held our practices, without issues and without feeling in danger, or feeling that the situation along the streets was risky. Tv was still reporing on the siege, and we kept hearing blasts until yesterday, Wednesday the 24th, when the army and the special forces definitely took over the building. Many people died, including children, number are still unknown.

Yesterday we received an unexpected call from African Federation: INTERNATIONAL FEDERATION DECIDED TO POSTPONE THE TOURNAMENT ON A DATE STILL TO BE CONFIRMED (PROBABLY BY END OF OCTOBER) FOR SECURITY REASONS FOLLOWING THE TERRORIST ACT IN NAIROBI.

http://www.fih.ch/en/news-4743-africa-cup-of-nations-postponed

Kind of weird, because these are the news you normally see on tv or read on the newspapaper, always thinking that it’s something taking place in a world far from yours. This time we had some kind of direct experience, witnessing what such an act can caouse to the lives of peoples and to a nation as a whole. Some kenyan hockey team players lost friends and relatives in the attack. That’s when something so apparently distant from your life strikes on you, leaving you no chances but to accept it, forcing you to re-group and re-think about the future.

Still no confirmation on when the tournament will be played, if October or November, always here in Nairobi. After what happened the first question that popped to my mind was “Now what shall I do with the Team?” major issue again, it’s the money, because to come here and stay these five days we spent a lot of what we raised so far.. tickets, guest house, insurance, etc..

After the first time last week that the tournament was postponed a few days because of two team’s withdrawal, we decided anyway to come here on time, to finalize the preparation on a good pitch, planning a few friendly matches with local women teams, something we have no possibility to do at home. Now, to come back here again, we will need again other money, at least 3000 Euros mainly for tickets and accomodation but also for sport insurance, food and transports for the ladies to keep practicing in Dar Es Salaam.

When I spoke with the players the first question from them was “We will really come back here in Nairobi? Will we keep practicing once we’re back home?”. They’re all well aware of what I made for them and of the money that are now available. They know that to came here we spent a lot of money. What I told them is that that Tanzania will come back to play, but it won’t be easy because I will have to raise other money in such a short time. The effort that we all put into this for the last three months is too much to quit now, and what happened can’t persuade us from reaching our goal.

So, tonight we’ll travel back to Dar Es Salaam, have some rest days, then we’ll start practice again waiting for some news on the tournament dates. As I said to the players, they made us fall, but we shall raise and go on.

If anybody still wants to help with a small donation to let us keep working toward our goal, here’s the blog where you can find the coordinates to support us and also to read the news on the team:

https://hockeytanzania.wordpress.com

Thanks everybody,

Vale

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